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Scala Santa - Campli (TE)
Fu Papa Clemente XVI ad attribuire, il 21 gennaio 1772, il privilegio della Scala Santa alla città di Campli, grazie al paziente lavoro diplomatico dell’avvocato Gianpalma Palma. All’interno si trova un inestimabile tesoro d’arte: tele, reliquiari, affreschi del 1500, del 1600 e del 1700. I ventotto gradini in legno d'ulivo, da salire pregando in ginocchio, donano ai fedeli l’assoluzione dai propri peccati e, in alcuni giorni dell’anno, l’Indulgenza Plenaria con lo stesso valore di quella che si ottiene sulla Scala Santa di Roma. Affascinanti le simbologie della Scala e della decorazione. Si sale tra sei dipinti che raccontano momenti della Passione di Cristo per ripercorrere le tappe di Gesù verso la Croce e riviverne, simbolicamente, la sofferenza. Nel Sancta Sanctorum è l’altare del Salvatore, il Cristo Salvator Mundi, l’unico in grado di liberare il peccatore dal peso dei suoi misfatti. Dopo aver reso omaggio ai ritratti di Papa Clemente e a Sant’Elena, l’uomo nuovo, il credente purificato nella sua anima, scende finalmente verso la luce del giorno, ora in piedi, accompagnato dalle scene gioiose della Resurrezione ed angioletti sorridenti affacciati dal tetto. Quello della Scala Santa è un rito religioso di grande importanza, legato ad una narrazione affascinante per se priva di fondamento storico. Secondo la tradizione fu infatti Gesù, salendo e scendendo dal cospetto di Pilato, a consacrare la pietra dei gradini col suo sangue. Dopo decenni di chiusura la Scala Santa di Campli è stata restaurata dall’abile mano della dottoressa Tilde Di Giacinto e riaperta a fedeli e visitatori nel settembre del 1995.
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